Polittico di Ponteranica, 1522


olio su tavola, cm 270 × 140
Ponteranica, chiesa dei Santi Vincenzo e Alessandro

A commissionare l’opera a Lorenzo Lotto fu la locale scuola del Corpus Domini, una compagnia di laici dedita alle opere di carità: il culto della congregazione verso il corpo di Cristo spiega l’iconografia predominante del Cristo triumphans, trasfigurato e recante sulla fronte le ferite sanguinanti del suo sacrificio e della corona di spine, mentre il flusso di sangue che gli sgorga dalle stimmate riempie il calice ai suoi piedi. Nella tavola centrale del registro inferiore, San Giovanni Battista esibisce l’agnello con una ferita aperta sul ventre, ancora una volta un simbolo del sacrificio di Cristo; i due cartigli collocati sulla croce e sopra la testa del Battista esaltano nuovamente il martirio cristologico a redenzione dell’umanità.

Anticamente il polittico era collocato nell’altare della scuola, dedicato al Corpo di Cristo e ai due San Giovanni (il Battista e l’evangelista) all’interno della chiesa, mentre oggi è addossato al lato destro del presbiterio. Essendo firmato e datato 1522, siamo di fronte ad una scelta anacronistica nell’utilizzo del polittico (il sistema di raffigurazione diviso in singole tavole unite in un’unica cornice): in quegli anni si era già affermata la pala d’altare in una soluzione unica, ma certamente la committenza periferica che ordinò a Lotto il polittico avrà apprezzato il rispetto di questa soluzione tradizionale.

Le figure massicce e vigorose dei Santi nel registro inferiore, caratterizzate da vesti pesanti composte da tinte squillanti, sono presentate sul fondo di un unico paesaggio agli occhi del fedele (nelle due tavole laterali è aperto a sipario un drappo color vinaccia): per permettere ai credenti dell’epoca di identificarsi con maggior spiritualità alla preghiera, i Santi, modelli di virtù cristiana, recano i loro attributi ben in vista e sono raffigurati con volti di assoluta verità popolana. Un approccio religioso-figurativo che sarà ripreso con forza nell’arte della Controriforma, su tutti, nei territori bergamaschi, da Giovan Battista Moroni, che fu sempre legato ai modelli di Lorenzo Lotto, tanto nelle pale d’altare quanto nei ritratti.

Il dettaglio che rimane indimenticabile agli occhi dell’osservatore, certamente il più riuscito e clamoroso di tutto il polittico, è il pannello con l’Arcangelo Gabriele che, nella partitura superiore, compone insieme al pendant mariano l’Annunciazione. Scosso dall’alito di vento dello Spirito Santo, personificato dalla colomba in secondo piano, il messaggero divino, elegantissimo, diafano e irreale, è caratterizzato da una raffinata e intensa ricerca coloristica, tutta giocata su un’infinita gamma di sfumature rosee, ottenute attraverso un sapiente gioco di velature preparatorie stese a biacca. Una serie di elementi che portarono anche Bernard Berenson (grande studioso di Lorenzo Lotto) a definirlo tra gli angeli più belli del Rinascimento italiano.

  • Orari di apertura : L-V 08.00 -18.00
    S-D 08.00 – 18.00
  • Telefono                +035571867
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